37.2 Configurazione della memorizzazione condivisa

Configurare la memorizzazione condivisa e verificare che sia possibile montarla in ciascun nodo del cluster. Se si utilizza Fibre Channel e un SAN, potrebbe essere necessario predisporre dei collegamenti fisici ed effettuare ulteriori operazioni di configurazione. Sentinel utilizza la memorizzazione condivisa per i database e i dati degli eventi. Verificare che la memorizzazione condivisa sia di dimensioni appropriate in base alla frequenza eventi prevista e alle policy di permanenza dei dati.

Si consideri il seguente esempio di configurazione della memorizzazione condivisa:

Un'implementazione tipica potrebbe includere un SAN veloce collegato mediante Fibre Channel a tutti i nodi del cluster e un RAID di grande capacità per la memorizzazione dei dati locali degli eventi. Per la memorizzazione secondaria più lenta si potrebbe utilizzare un nodo NAS o iSCSI separato. Se il nodo del cluster consente di montare la memorizzazione primaria come dispositivo di blocco normale, è possibile utilizzarlo per la soluzione. La memorizzazione secondaria può essere montata anche come dispositivo di blocco, oppure può essere un volume NFS o CIFS.

NOTA:configurare la memorizzazione condivisa e provarla montandola in ciascun nodo del cluster. Tuttavia, sarà la configurazione del cluster a gestire il montaggio vero e proprio della memorizzazione.

Per creare le destinazioni iSCSI residenti in una macchina virtuale SLES, effettuare le operazioni seguenti:

  1. Eseguire la connessione a storage03, vale a dire la macchina virtuale creata durante la Configurazione iniziale, e avviare una sessione della console.

  2. Per creare un file vuoto dalle dimensioni desiderate per la memorizzazione primaria di Sentinel, eseguire il comando seguente:

    dd if=/dev/zero of=/localdata count=<dimensione file> bs=<dimensione bit>

    Ad esempio, per creare un file di 20 GB contenente gli zeri copiati dallo pseudo dispositivo /dev/zero, eseguire il comando seguente:

    dd if=/dev/zero of=/localdata count=20480000 bs=1024

  3. Ripetere i passaggi 1 e 2 per creare allo stesso modo un file per la memorizzazione secondaria.

    Ad esempio, eseguire il comando seguente per la memorizzazione secondaria:

    dd if=/dev/zero of=/networkdata count=20480000 bs=1024

NOTA:in questo esempio sono stati creati due file delle stesse dimensioni e caratteristiche prestazionali che rappresentano due dischi. Per l'installazione in un ambiente di produzione, la memorizzazione primaria può essere creata in un SAN veloce, mentre quella secondaria in un volume iSCSI, NFS o CIFS più lento.

Per configurare i dispositivi iniziatore e destinazione iSCSI, effettuare i passaggi descritti nelle sezioni seguenti:

37.2.1 Configurazione delle destinazioni iSCSI

Per configurare i file localdata e networkdata come destinazioni iSCSI, eseguire la procedura seguente.

Per ulteriori informazioni sulla configurazione delle destinazioni iSCSI, vedere Creating iSCSI Targets with YaST (Creazione di destinazioni iSCSI con YaST) nella documentazione di SUSE.

  1. Eseguire YaST dalla riga di comando (o utilizzare l'interfaccia grafica utente): /sbin/yast

  2. Selezionare Dispositivi di rete > Impostazioni di rete.

  3. Verificare che la scheda Panoramica sia selezionata.

  4. Selezionare la NIC secondaria nell'elenco visualizzato e spostarsi con il tasto TAB su Modifica, quindi premere Invio.

  5. Nella scheda Address (Indirizzo), assegnare l'indirizzo IP statico 10.0.0.3, che sarà l'indirizzo IP per le comunicazioni iSCSI interne.

  6. Fare clic su Avanti e successivamente su OK.

  7. (Condizionale) Nella schermata principale:

    • Se si utilizza SLES 11 SP4, selezionare Network Services (Servizi di rete) > iSCSI Target (Destinazione iSCSI).

    • Se si utilizza SLES 12 SP1 o versione successiva, selezionare Servizi di rete > iSCSI LIO Target.

      NOTA:se non è possibile trovare l'opzione, scegliere Software > Software Management (Gestione software) > iSCSI LIO Server (Server iSCSI LIO) e installare il pacchetto iSCSI LIO.

  8. (Condizionale) Se richiesto, installare il software necessario:

    • Per SLES 11 SP4: iscsitarget RPM

    • Per SLES 12 SP1 o versione successiva: iscsiliotarget RPM

  9. (Condizionale) Se si utilizza SLES 12 SP1 o versione successiva, effettuare i seguenti passaggi su tutti i nodi del cluster:

    1. Eseguire il comando seguente per aprire il file contenente il nome dell'iniziatore iSCSI:

      cat /etc/iscsi/initiatorname.iscsi

    2. Prendere nota del nome dell'iniziatore per utilizzarlo durante la configurazione degli iniziatori iSCSI:

      Ad esempio:

      InitiatorName=iqn.1996-04.de.suse:01:441d6988994

    I nomi degli iniziatori verranno utilizzati durante la configurazione di iSCSI Target Client Setup.

  10. Fare clic su Servizio e selezionare l'opzione In avvio affinché il servizio venga avviato quando si avvia il sistema operativo.

  11. Selezionare la scheda Global (Globale), deselezionare No Authentication (Nessuna autenticazione) per abilitare l'autenticazione, quindi specificare le credenziali necessarie per l'autenticazione in entrata e in uscita.

    L'opzione No Authentication (Nessuna autenticazione) è abilitata per default. Tuttavia, è necessario abilitare l'autenticazione affinché la configurazione sia sicura.

  12. Fare clic su Destinazioni e successivamente su Aggiungi per aggiungere una nuova destinazione.

    La destinazione iSCSI genererà automaticamente un ID e visualizzerà un elenco vuoto di LUN (unità) disponibili.

  13. Fare clic su Aggiungi per aggiungere un nuovo LUN.

  14. Non modificare il numero 0 dei LUN, spostarsi nella finestra di dialogo Percorso (in Tipo=fileio) e selezionare il file /localdata precedentemente creato. Se per la memorizzazione si utilizza un disco dedicato, specificare un dispositivo di blocco, ad esempio /dev/sdc.

  15. Ripetere i passaggi 13 e 14, ma questa volta aggiungere LUN 1 e selezionare /networkdata.

  16. (Condizionale) Se si utilizza SLES 11 SP4, effettuare i passaggi seguenti:

    1. Non modificare i valori di default delle altre opzioni, fare clic su OK e successivamente su Next (Avanti).

    2. (Condizionale) Se al passaggio 11 è stata abilitata l'autenticazione, fornire le credenziali di autenticazione.

      Selezionare un client, scegliere Edit Auth (Modifica·autenticazione) > Incoming Authentication (Autenticazione in entrata) e specificare il nome utente e la password.

  17. (Condizionale) Se si utilizza SLES 12 SP1 o versione successive, effettuare i seguenti passaggi:

    1. Lasciare le altre opzioni ai valori di default e fare clic su Next (Avanti).

    2. Fare clic su Aggiungi. Quando viene richiesto il nome del client, specificare il nome dell'iniziatore copiato al passaggio 9. Ripetere questo passaggio per aggiungere tutti i nomi dei client, specificando i nomi degli iniziatori.

      In Client List (Elenco client) verrà visualizzato l'elenco dei nomi dei client.

    3. (Condizionale) Se al passaggio 11 è stata abilitata l'autenticazione, fornire le credenziali di autenticazione.

      Selezionare un client, scegliere Edit Auth (Modifica autenticazione) > Incoming Authentication (Autenticazione in entrata) e specificare il nome utente e la password. Ripetere l'operazione per tutti i client.

  18. Fare nuovamente clic su Avanti per selezionare le opzioni di autenticazione di default e successivamente su Fine per uscire dalla configurazione. Se richiesto, accettare il riavvio di iSCSI.

  19. Uscire da YaST.

NOTA:mediante la procedura vengono esposte due destinazioni iSCSI nel server all'indirizzo IP 10.0.0.3. Verificare in ciascun nodo del cluster che sia possibile montare il dispositivo di memorizzazione condivisa per i dati locali.

37.2.2 Configurazione degli iniziatori iSCSI

Per formattare i dispositivi degli iniziatori iSCSI, eseguire la procedura seguente.

Per ulteriori informazioni sulla configurazione degli iniziatori iSCSI, vedere Configuring the iSCSI Initiator (Configurazione dell'iniziatore iSCSI) nella documentazione di SUSE.

  1. Eseguire la connessione a un nodo del cluster (node01) e avviare YaST.

  2. Selezionare Dispositivi di rete > Impostazioni di rete.

  3. Verificare che la scheda Panoramica sia selezionata.

  4. Selezionare la NIC secondaria nell'elenco visualizzato e spostarsi con il tasto TAB su Modifica, quindi premere Invio.

  5. Fare clic su Address (Indirizzo) e assegnare l'indirizzo IP statico 10.0.0.1, che sarà l'indirizzo IP utilizzato per le comunicazioni iSCSI interne.

  6. Fare clic su Avanti e successivamente su OK.

  7. Fare clic su Servizi di rete > Iniziatore iSCSI.

  8. Se richiesto, installare il software necessario (RPM iscsiclient).

  9. Fare clic su Servizio e selezionare In avvio affinché il servizio iSCSI venga avviato in fase di avvio.

  10. Fare clic su Destinazioni rilevate e selezionare Rilevazione.

  11. Specificare l'indirizzo IP della destinazione iSCSI (10.0.0.3).

    (Condizionale) Se al passaggio 11 della Configurazione delle destinazioni iSCSI è stata abilitata l'autenticazione, deselezionare No Authentication (Nessuna autenticazione). Nel campo Outgoing Authentication (Autenticazione in uscita), digitare il nome utente e la password specificati durante la configurazione delle destinazioni iSCSI.

    Fare clic su Avanti.

  12. Selezionare la destinazione iSCSI rilevata con indirizzo IP 10.0.0.3 e successivamente Login.

  13. eseguire i passaggi seguenti:

    1. Passare alla modalità automatica nel menu a discesa Startup (Avvio).

    2. (Condizionale) Se è stata abilitata l'autenticazione, deselezionare No Authentication (Nessuna autenticazione).

      Il nome utente e la password specificati al passaggio 11 dovrebbero apparire nella sezione Outgoing Authentication (Autenticazione in uscita). Se le credenziali non vengono visualizzate, immetterle in questa sezione.

    3. Fare clic su Avanti.

  14. Passare alla scheda Destinazioni connesse per verificare la connessione alla destinazione.

  15. Uscire dalla configurazione. Eseguendo questa procedura le destinazioni iSCSI vengono montate come dispositivi di blocco nel nodo del cluster.

  16. Nel menu principale di YaST, selezionare Sistema > Partizionatore.

  17. In System View (Vista di sistema) dovrebbero apparire nell'elenco i nuovi dischi rigidi dei tipi seguenti (ad esempio /dev/sdb e /dev/sdc):

    • In SLES 11 SP4: IET-VIRTUAL-DISK

    • In SLES 12 SP1 o versione successiva: LIO-ORG-FILEIO

    Spostarsi con il tasto TAB sulla prima voce dell'elenco (che dovrebbe essere la memorizzazione primaria), selezionare il disco e premere Invio.

  18. Selezionare Aggiungi per aggiungere una nuova partizione nel disco vuoto. Formattare il disco come partizione primaria, ma non montarlo. Verificare che l'opzione Do not mount partition (Non montare la partizione) sia selezionata.

  19. Selezionare Next (Avanti) e, dopo aver verificato le modifiche che verranno apportate, fare clic su Finish (Fine).

    Il disco formattato (ad esempio /dev/sdb1) dovrebbe essere pronto. Nei passaggi seguenti della procedura è definito /dev/<SHARED1>.

  20. Tornare a Partitioner (Partizionatore) e ripetere la procedura di creazione delle partizioni/formattazione (passaggi da 16 a 19) per /dev/sdc o qualsiasi altro dispositivo di blocco utilizzato per la memorizzazione secondaria. Si dovrebbe così ottenere una partizione /dev/sdc1 o un disco formattato simile (di seguito definito /dev/<NETWORK1>).

  21. Uscire da YaST.

  22. (Condizionale) Se si esegue un'installazione tradizionale ad alta disponibilità, creare un punto di montaggio e provare il montaggio della partizione locale come segue (il nome esatto del dispositivo potrebbe variare a seconda dell'implementazione specifica):

    # mkdir /var/opt/novell
    # mount /dev/<SHARED1> /var/opt/novell

    Deve essere possibile creare dei file nella nuova partizione e vederli nell'ubicazione in cui la partizione è stata montata.

  23. (Condizionale) Se si esegue un'installazione tradizionale ad alta disponibilità, per lo smontaggio:

    # umount /var/opt/novell
  24. (Condizionale) Per le installazioni in modalità applicazione ad alta disponibilità, ripetere i passaggi da 1 a 15 per verificare che in ciascun nodo del cluster sia possibile montare la memorizzazione condivisa locale. Al passaggio 5 sostituire l'indirizzo IP del nodo con un diverso indirizzo IP per ciascun nodo del cluster.

  25. (Condizionale) Per le installazioni tradizionali ad alta disponibilità, ripetere i passaggi da 1 a 15, 22 e 23 al fine di verificare che in ciascun nodo del cluster sia possibile montare la memorizzazione condivisa locale. Al passaggio 6 sostituire l'indirizzo IP del nodo con un diverso indirizzo IP per ciascun nodo del cluster.