5.1 Caratteristiche delle policy di DRA

In DRA è possibile configurare varie policy che contribuiscono a mettere in sicurezza l'azienda e a evitare il danneggiamento dei dati. Le policy operano nell'ambito del modello di sicurezza dinamico, facendo sì che la loro applicazione sia sempre al passo con la continua evoluzione aziendale. La definizione di policy, quali le convenzioni di denominazione, i limiti di utilizzo del disco e la convalida di proprietà, consente di applicare regole che hanno la funzione di preservare l'integrità dei dati aziendali.

In DRA è possibile definire rapidamente le regole delle policy per le seguenti aree di gestione aziendale:

  • Microsoft Exchange

  • Office 365

  • Home directory

  • Generazione di password

In DRA sono inoltre disponibili policy integrate per gruppi, account utente e computer.

Per gestire o definire le policy, è necessario disporre dei poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nei ruoli DRA Admins (Amministratori di DRA) e Manage Policies e Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione). Per facilitare la gestione delle policy, in DRA è disponibile il rapporto sui dettagli della policy, che include le informazioni seguenti:

  • Stato di abilitazione della policy

  • Operazioni associate

  • Oggetti disciplinati dalla policy

  • Dettagli relativi all'ambito della policy

Questo rapporto è utile per verificare che le policy siano state definite in modo corretto. Può essere utilizzato anche per confrontare le proprietà delle policy, rilevare conflitti e migliorare l'applicazione in tutta l'azienda.

5.1.1 Modalità di applicazione delle policy del server di amministrazione

Un task o un'operazione di amministrazione può essere associato a una o più policy. Quando si effettua un'operazione associata a una policy, il server di amministrazione esegue la policy e applica le regole specificate. Se rileva una violazione della policy, restituisce un messaggio di errore. Se, invece, non rileva alcuna violazione della policy, porta a termine l'operazione. È possibile limitare l'ambito di una policy associandola a viste ActiveView o gruppi di amministratori aggiunti specifici.

Se un'operazione è associata a più policy, il server di amministrazione le applica in ordine alfabetico. Vale a dire che la policy A viene applicata prima della policy B, indipendentemente dalle regole specificate.

Affinché non si verifichino conflitti tra le policy, attenersi alle linee guida seguenti:

  • Denominare le policy in modo che vengano eseguite nell'ordine corretto

  • Verificare che ciascuna policy non interferisca con le convalide o le azioni eseguite da altre policy

  • Eseguire prove accurate delle policy personalizzate prima di implementarle nell'ambiente di produzione

Ogni volta che si esegue una policy, il server di amministrazione immette lo stato della policy nel log di revisione. Queste voci di log registrano il codice restituito, le operazioni associate, gli oggetti su cui sono state eseguite le operazioni e se la policy personalizzata ha avuto esito positivo.

AVVERTENZA:le policy vengono eseguite utilizzando l'account del servizio di amministrazione. Poiché l'account del servizio dispone di autorizzazioni di amministratore, le policy hanno un accesso completo a tutti i dati aziendali. Pertanto, gli AA associati al ruolo Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione) potrebbero acquisire più potere del previsto.

5.1.2 Policy integrate

Le policy integrate vengono implementate quando si installa il server di amministrazione. Per le policy si utilizzano i termini seguenti:

Ambito della policy

Definisce gli oggetti o le proprietà a cui viene applicata la policy in DRA. Ad esempio, alcune policy possono essere applicate ad AA specifici in viste ActiveView specifiche. Alcune policy consentono di scegliere tra diverse classi di oggetti, quali gruppi o account utente.

Policy globali

Applicano le regole della policy a tutti gli oggetti della classe o del tipo specificato nei domini gestiti. Le policy globali non consentono di limitare l'ambito degli oggetti a cui la policy viene applicata.

Relazione della policy

Indica se la policy viene applicata singolarmente o congiuntamente ad altre. Per stabilire la relazione di una policy, definire due o più regole valide per la stessa azione, quindi scegliere l'opzione relativa al membro di un gruppo di policy. Se i parametri dell'operazione o della proprietà soddisfano una delle regole, l'operazione ha esito positivo.

Caratteristiche delle policy integrate

Le policy integrate forniscono regole aziendali per gestire problemi comuni di sicurezza e integrità dei dati. Queste policy sono parte integrante del modello di sicurezza di default e consentono di integrare le funzioni di sicurezza di DRA nella configurazione aziendale esistente.

In DRA si possono utilizzare due metodi per applicare una policy. È possibile creare policy personalizzate o scegliere tra le varie policy integrate. Le policy integrate facilitano il processo applicativo perché evitano di dover sviluppare script personalizzati. Se si desidera implementare policy personalizzate, è possibile adattare una policy integrata esistente in base alle proprie esigenze specifiche. La maggior parte delle policy consente di modificare il testo del messaggio di errore, di rinominare la policy, di aggiungere una descrizione e di specificare le modalità di applicazione.

Quando si installa DRA, vengono abilitate varie policy integrate. Le policy seguenti sono implementate di default. Se non si desidera applicarle, è possibile disabilitarle o eliminarle.

Nome policy

Valore di default

Descrizione

$ComputerNameLengthPolicy

64

15 (pre Windows 2000)

Limita il numero di caratteri del nome del computer o del nome del computer precedente a Windows 2000

$GroupNameLengthPolicy

64

20 (pre Windows 2000)

Limita il numero di caratteri del nome del gruppo o del nome del gruppo precedente a Windows 2000

$GroupSizePolicy

5000

Limita il numero di membri di un gruppo

$NameUniquenessPolicy

Nessuno

Garantisce che i nomi CN precedenti a Windows 2000 siano univoci in tutti i domini gestiti

$SpecialGroupsPolicy

Nessuno

Impedisce l'escalation incontrollata dei poteri nell'ambiente.

$UCPowerConflictPolicy

Nessuno

Impedisce l'escalation rendendo i poteri User Clone (Clona utente) e User Create (Crea utente) reciprocamente esclusivi

$UPNUniquenessPolicy

Nessuno

Garantisce che i nomi UPN siano univoci in tutti i domini gestiti

$UserNameLengthPolicy

64

20 (nome di login di livello inferiore)

Limita il numero di caratteri nel nome utente di login o nel nome di login di livello inferiore

Policy disponibili

In DRA sono disponibili svariate policy che è possibile personalizzare in funzione del modello di sicurezza.

NOTA:è possibile creare una policy che richiede una voce per una proprietà che non è attualmente disponibile nelle interfacce utente di DRA. Se la policy richiede una voce e nell'interfaccia utente non è disponibile un campo per immettere il valore, ad esempio un reparto per un nuovo account utente, non sarà possibile creare o gestire l'oggetto. Per evitare questo problema, configurare policy che richiedano solo le proprietà a cui è possibile accedere dalle interfacce utente.

Create a Custom Policy (Crea una policy personalizzata)

Consente di collegare uno script o un eseguibile a un'operazione di DRA o Exchange. Mediante le policy personalizzate è possibile convalidare qualsiasi operazione desiderata.

Enforce a Maximum Name Length (Applica lunghezza massima nome)

Consente di imporre a livello globale una lunghezza massima consentita per i nomi di account utente, gruppi, unità organizzative, contatti o computer.

La policy controlla il nome del container (nome comune o cn) e il nome precedente a Windows 2000 (nome di accesso dell'utente).

Enforce Maximum Number of Group Members (Applica numero massimo di membri per il gruppo)

Consente di imporre a livello globale limiti relativi al numero di membri di un gruppo.

Enforce Unique Pre-Windows 2000 Account Names (Applica nomi account univoci pre Windows 2000)

Consente di verificare che un nome precedente a Windows 2000 sia univoco in tutti i domini gestiti. Nei domini Microsoft Windows, i nomi precedenti a Windows 2000 devono essere univoci all'interno del dominio. Questa policy globale applica la regola in tutti i domini gestiti.

Enforce unique User Principal Names (UPNs) (Applica nomi univoci per le entità utente)

Consente di verificare che il nome dell'entità utente (UPN) sia univoco in tutti i domini gestiti. Nei domini Microsoft Windows, gli UPN devono essere univoci all'interno del dominio. Questa policy applica la regola in tutti i domini gestiti. Poiché si tratta di una policy globale, in DRA è disponibile il nome, la descrizione e la relazione della policy.

Limit actions on members of special groups (Limita azioni sui membri per gruppi speciali)

Impedisce la gestione dei membri di un gruppo di amministratori a coloro che non sono membri del gruppo stesso. Questa policy globale è abilitata per default.

Quando si limitano le azioni sui membri dei gruppi di amministratori, la procedura guidata Create Policy (Crea policy) non richiede informazioni aggiuntive. È possibile specificare un messaggio di errore personalizzato. Poiché si tratta di una policy globale, in DRA è disponibile il nome, la descrizione e la relazione della policy.

Prevent AAs from Creating and Cloning Users in Same AV (Impedisci ad AA di creare e clonare utenti nella stessa vista ActiveView)

Impedisce la possibile escalation di poteri. Quando la policy è abilitata, è possibile creare o clonare account utente, ma non è possibile disporre di entrambi i poteri. Questa policy globale assicura che l'utente non possa creare e clonare account utente nella stessa vista ActiveView.

La policy non richiede informazioni aggiuntive.

Set Naming Convention Policy (Policy di impostazione di convenzioni di denominazione)

Consente di stabilire convenzioni di denominazione applicabili ad AA, viste ActiveView e classi di oggetti specifiche, come ad esempio account utente o gruppi.

È inoltre possibile specificare i nomi esatti controllati dalla policy.

Create a Policy to Validate a Specific Property (Crea policy per convalidare una proprietà specifica)

Consente di creare una policy per convalidare qualsiasi proprietà di un oggetto OU o Account. È possibile specificare un valore di default, una maschera di formato delle proprietà, valori e intervalli validi.

Utilizzare questa policy per imporre l'integrità dei dati attraverso la convalida di particolari campi di immissione quando si creano, si clonano o si modificano proprietà di oggetti specifici. La policy offre una straordinaria flessibilità e il potere di convalidare voci, fornire voci di default e limitare le scelte delle voci disponibili per vari campi delle proprietà. Permette di imporre l'immissione di una voce corretta affinché un task venga eseguito, preservando così l'integrità dei dati in tutti i domini gestiti.

Si supponga ad esempio che esistano tre reparti: produzione, vendite e amministrazione. È possibile limitare le voci accettate in DRA solo a tali tre valori. È possibile utilizzare la policy anche per imporre formati corretti dei numeri telefonici, per fornire un intervallo di dati validi o per richiedere una voce per il campo dell'indirizzo e-mail. Per specificare più maschere di formato per un numero telefonico, ad esempio (123)456 7890 e anche 456 7890, definire la maschera di formato della proprietà immettendo (###)### ####,### ####.

Create Policy to Enforce Office 365 Licenses (Crea policy per applicare le licenze di Office 365)

Consente di creare una policy per assegnare le licenze di Office 365 in base all'appartenenza a un gruppo Active Directory. La policy applica anche la rimozione delle licenze di Office 365 quando un membro viene rimosso dal gruppo Active Directory corrispondente.

Se un utente che non è sincronizzato con il cloud viene aggiunto al gruppo Active Directory, la sincronizzazione viene eseguita prima di assegnare all'utente una licenza di Office 365.

Durante la creazione della policy è possibile specificare varie proprietà e impostazioni, come il nome della policy e il testo del messaggio di errore che viene visualizzato quando un AA tenta di eseguire un'azione che viola la policy.

Per default, le policy create per applicare le licenze di Office 365 non vengono applicate in caso di modifiche apportate al di fuori di DRA, a meno che non si abiliti anche la pianificazione dell'aggiornamento delle licenze nella pagina delle proprietà del tenant.

Utilizzo delle policy integrate

Poiché le policy integrate fanno parte del modello di sicurezza di default, è possibile utilizzarle per applicare il modello di sicurezza in uso oppure modificarle affinché rispondano al meglio alle proprie esigenze specifiche. È possibile modificare il nome, le impostazioni delle regole, l'ambito, la relazione della policy e il messaggio di errore di svariate policy integrate. Ogni policy integrata può essere abilitata o disabilitata.

È anche possibile creare nuove policy.

5.1.3 Implementazione di una policy personalizzata

Le policy personalizzate consentono di sfruttare a pieno la potenza e la flessibilità del modello di sicurezza di default. Utilizzando policy personalizzate, è possibile integrare DRA con i componenti già esistenti all'interno dell'azienda, assicurando al contempo che vengano applicate le regole proprietarie. È possibile utilizzare la funzione delle policy personalizzate per estendere le policy aziendali.

Per creare e applicare policy personalizzate si utilizza l'associazione di un eseguibile o di uno script a un'operazione di amministrazione. Ad esempio, lo script di una policy associato all'operazione UserCreate potrebbe controllare il database delle risorse umane per verificare se il dipendente specificato esiste. Se il dipendente esiste nel database delle risorse umane e non dispone di un account, lo script recupera l'ID, il nome e il cognome del dipendente dal database. L'operazione viene completata popolando la finestra delle proprietà dell'account utente con le informazioni corrette. Tuttavia, se il dipendente dispone già di un account, l'operazione ha esito negativo.

Gli script assicurano una straordinaria flessibilità e un'enorme potenza. Per creare script personalizzati per le policy, è possibile utilizzare il provider ADSI di Directory and Resource Administrator (provider ADSI), l'SDK (Software Development Kit) e i cmdlet di PowerShell. Per ulteriori informazioni sulla creazione di script personalizzati per le policy, vedere la sezione Reference (Riferimento) sul sito della documentazione di DRA.

5.1.4 Restrizioni per i gruppi di sicurezza integrati nativi

Per rendere l'ambiente più sicuro, in DRA è possibile limitare i poteri concessi ai gruppi di sicurezza integrati di Microsoft Windows. La possibilità di modificare l'appartenenza ai gruppi, le proprietà dei gruppi di sicurezza integrati o le proprietà dei membri dei gruppi può avere implicazioni significative sulla sicurezza. Ad esempio, se è possibile modificare la password di un utente appartenente al gruppo Server Operators, sara quindi possibile eseguire il login come tale utente ed esercitare i poteri delegati al gruppo di sicurezza integrato.

Con DRA è possibile evitare questo problema di sicurezza mediante una policy che controlla i poteri di cui l'utente dispone su un gruppo di sicurezza integrato nativo e i relativi membri. Questa convalida assicura che le azioni richieste non comportino un'escalation dei poteri. Una volta abilitata la policy, un AA membro di un gruppo di sicurezza integrato, come ad esempio il gruppo Server Operators, può gestire solo gli altri membri dello stesso gruppo.

Restrizioni possibili per i gruppi di sicurezza integrati nativi

Mediante le policy di DRA è possibile limitare i poteri dei gruppi di sicurezza integrati di Microsoft Windows:

  • Account Operators

  • Administrators

  • Backup Operators

  • Cert Publishers

  • DNS Admins

  • Domain Admins

  • Enterprise Admins

  • Proprietari autori criteri di gruppo

  • Print Operators

  • Schema Admins

    NOTA:in DRA si fa riferimento ai gruppi di sicurezza integrati utilizzando i loro identificatori interni. Pertanto, tali gruppi sono supportati anche se vengono rinominati. Questa funzionalità fa sì che DRA possa supportare i gruppi di sicurezza integrati con nomi differenti in paesi diversi. Ad esempio, in DRA si fa riferimento ai gruppi Administrators e Administratoren utilizzando lo stesso identificatore interno.

Restrizioni delle azioni sui gruppi di sicurezza integrati nativi

Per limitare il potere che i gruppi di sicurezza integrati nativi e i loro membri possono esercitare, in DRA è possibile utilizzare una policy, denominata $SpecialGroupsPolicy, che limita le azioni che un membro di un gruppo di sicurezza integrato nativo può eseguire su altri membri o altri gruppi di sicurezza integrati nativi. La policy è abilitata di default. Se non si desidera limitare le azioni sui gruppi di sicurezza integrati nativi e i loro membri, è possibile disabilitarla.

Quando la policy è abilitata, vengono utilizzate le prove di convalida seguenti per stabilire se una determinata azione è consentita su un gruppo di sicurezza integrato nativo o i suoi membri:

  • Un amministratore di Microsoft Windows può eseguire azioni sui gruppi di sicurezza integrati nativi e i relativi membri per i quali dispone dei poteri appropriati.

  • Un membro di un gruppo di sicurezza integrato può eseguire azioni sul suo stesso gruppo di sicurezza integrato e i relativi membri, a condizione che disponga dei poteri appropriati.

  • Se non si è membri di un gruppo di sicurezza integrato, non è possibile apportare modifiche a un gruppo di sicurezza integrato o ai relativi membri.

Ad esempio, un membro dei gruppi Server Operators e Account Operator che dispone dei poteri appropriati può eseguire azioni sui membri dei gruppi Server Operators e Account Operators, come anche sui membri di entrambi i gruppi. Tuttavia, non può eseguire azioni su un account utente che è membro dei gruppi Print Operators e Account Operators.

In DRA si applicano restrizioni per le azioni seguenti sui gruppi di sicurezza integrati nativi:

  • Clonazione di un gruppo

  • Creazione di un gruppo

  • Eliminazione di un gruppo

  • Aggiunta di un membro a un gruppo

  • Rimozione di un membro da un gruppo

  • Spostamento di un gruppo in un'unità organizzativa

  • Modifica delle proprietà di un gruppo

  • Copia di una casella postale

  • Rimozione di una casella postale

  • Clonazione di un account utente

  • Creazione di un account utente

  • Eliminazione di un account utente

  • Spostamento di un account utente in un'unità organizzativa

  • Modifica delle proprietà di un account utente

Si applicano restrizioni anche su altre azioni per evitare che l'utente acquisisca poteri su un oggetto. Ad esempio, quando si aggiunge un account utente a un gruppo, viene verificato che non vengano acquisiti poteri aggiuntivi sull'account utente in quanto membro di tale gruppo. Questa convalida contribuisce a evitare un'escalation di potere.

5.1.5 Gestione delle policy

Mediante il nodo Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione), è possibile accedere alle policy di Microsoft Exchange e delle home directory, nonché alle policy integrate e personalizzate. Per migliorare la sicurezza aziendale e l'integrità dei dati, utilizzare i seguenti task comuni.

Configurazione delle policy di Exchange

È possibile definire regole di configurazione di Microsoft Exchange, della policy delle caselle postali, di denominazione automatica e di generazione di proxy. Tramite queste regole si possono definire le modalità di gestione delle caselle postali quando un AA crea, modifica o elimina un account utente.

Configurazione delle policy di Office 365

È possibile applicare policy relative a caratteri non validi e lunghezze in caratteri per evitare errori di sincronizzazione delle directory.

Le regole di Office 365 permettono di specificare le modalità in cui Exchange Online gestisce le caselle postali di Office 365 quando si creano o si eliminano account utente.

Configurazione delle policy delle home directory

Quando un AA crea, rinomina o elimina un account utente, è possibile creare, rinominare o eliminare automaticamente home directory e condivisioni principali. La policy delle home directory consente anche di attivare o disattivare il supporto per la quota disco per le home directory nei server Microsoft Windows e nei server non Windows.

Configurazione delle policy di generazione password

È possibile definire i requisiti per le password generate da DRA.

Policy di Microsoft Exchange

In Exchange sono disponibili svariate policy per rendere più efficace la gestione degli oggetti Microsoft Exchange. Tali policy consentono di automatizzare la gestione delle caselle postali, applicare convenzioni di denominazione per gli alias e gli archivi delle caselle postali e generare automaticamente indirizzi e-mail.

Le policy permettono di semplificare i workflow e preservare l'integrità dei dati. Ad esempio, è possibile specificare le modalità di gestione delle caselle postali in Exchange quando si creano, si modificano o si eliminano account utente. Per definire e gestire le policy di Microsoft Exchange, è necessario disporre dei poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione).

Definizione di una policy di default per gli indirizzi e-mail

Per specificare la policy di default per gli indirizzi e-mail, è necessario disporre di poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione), e la licenza deve includere il supporto per Exchange.

Per specificare una policy di default per gli indirizzi e-mail:

  1. Passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Configure Exchange Policies (Configura policy di Exchange) > Proxy Generation (Generazione proxy).

  2. Specificare il dominio del server Microsoft Exchange.

    1. Fare clic su Browse (Sfoglia).

    2. Specificare eventuali criteri di ricerca aggiuntivi secondo necessità e fare clic su Find Now (Trova ora).

    3. Selezionare il dominio da configurare e fare clic su OK.

  3. Specificare le regole di generazione proxy per il dominio selezionato.

    1. Fare clic su Add (Aggiungi).

    2. Selezionare un tipo di proxy. Ad esempio, fare clic su Internet Address (Indirizzo Internet).

    3. Accettare il valore di default o digitare una nuova regola di generazione proxy, quindi fare clic su OK.

      Per ulteriori informazioni sulle stringhe di sostituzione supportate per le regole di generazione proxy, vederePolicy del client di delega e configurazione.

  4. Fare clic su Attributi personalizzati per modificare il nome personalizzato delle proprietà personalizzate della casella postale.

    1. Selezionare l'attributo e fare clic sul pulsante Edit (Modifica).

    2. Nella finestra Attribute Properties (Proprietà attributo), immettere il nome dell'attributo nel campo Custom name (Nome personalizzato) e fare clic su OK.

  5. Fare clic su OK.

    NOTA:per modificare gli attributi personalizzati nella policy di Microsoft Exchange, gli amministratori delle policy di DRA devono disporre del potere Manage Custom Tools (Gestisci strumenti personalizzati).

Regole delle caselle postali

Le regole delle caselle postali consentono di specificare le modalità di gestione che Exchange utilizza per le caselle postali quando gli AA creano, clonano, modificano o eliminano gli account utente. Tali regole gestiscono automaticamente le caselle postali di Microsoft Exchange in base a come gli AA gestiscono gli account utente associati.

NOTA:quando si abilita l'opzione Do not allow Assistant Admins to create a user account without a mailbox (Non consentire agli amministratori aggiunti di creare un account utente senza una casella postale) nei domini Microsoft Windows, verificare che l'AA disponga del potere necessario per clonare o creare un account utente. Se si abilita questa opzione, gli AA dovranno creare gli account utente Windows con una casella postale.

Per specificare le regole delle caselle postali di Microsoft Exchange, è necessario disporre di poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione), e la licenza deve includere il supporto per Exchange.

Per specificare le regole delle caselle postali di Exchange:

  1. Passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Configure Exchange Policies (Configura policy di Exchange) > Mailbox Rules (Regole caselle postali).

  2. Selezionare le policy delle caselle postali che si desidera vengano applicate da Exchange quando si creano o si modificano gli account utente.

  3. Fare clic su OK.

Policy di Office 365

Per implementare le policy delle caselle postali di Office 365, è necessario disporre dei poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione). La licenza deve supportare anche il prodotto Microsoft Exchange.

Per imporre restrizioni sui caratteri validi e la lunghezza in caratteri mediante proprietà che vengono sincronizzate con Office 365, fare clic su Office 365 Rules (Regole di Office 365) e selezionare la casella di controllo Enforce online mailbox policies for invalid characters and character lengths (Applica policy caselle postali online per caratteri non validi e lunghezze in caratteri).

Gestione delle licenze di Office 365 mediante DRA (facoltativo)

Se si desidera consentire a DRA di gestire le licenze di Office 365, è necessario eseguire le operazioni seguenti:

  • Creare una policy di applicazione delle licenze.

  • Abilitare l'opzione License update schedule (Pianificazione aggiornamento licenze) nella pagina delle proprietà del tenant.

Creazione di una policy per applicare le licenze di Office 365

Per creare una policy di applicazione delle licenze di Office 365, fare clic sul nodo Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) nella console di delega e configurazione e selezionare New Policy > Create New Policy to Enforce Office 365 Licenses (Nuova policy > Crea nuova policy per applicare le licenze di Office 365).

Quando la policy viene applicata e si aggiunge un utente ad Active Directory, in DRA viene utilizzata l'appartenenza ai gruppi per assegnare automaticamente la licenza di Office 365 all'utente.

Pianificazione dell'aggiornamento delle licenze di Office 365

Le policy create per applicare le licenze di Office 365 non vengono applicate in caso di modifiche apportate al di fuori di DRA, a meno che non si abiliti anche la pianificazione dell'aggiornamento delle licenze nella pagina delle proprietà del tenant. Il lavoro di aggiornamento delle licenze assicura che le licenze di Office 365 assegnate agli utenti siano conformi alle policy delle licenze di Office 365.

L'azione congiunta di tale lavoro di aggiornamento e delle policy delle licenze di Office 365 assicura che a tutti gli utenti gestiti vengano assegnate solo le licenze di Office 365 previste.

NOTA:

  • Le licenze di Office 365 per gli account utente unicamente online non vengono gestite in DRA. Affinché DRA possa gestire gli utenti con licenze di Office 365, tali utenti devono essere sincronizzati con Active Directory.

  • Se si sceglie di utilizzare DRA per gestire le licenze di Office 365, tutte le modifiche manuali apportate alle licenze di Office 365 al di fuori di DRA vengono ignorate alla successiva esecuzione del lavoro di aggiornamento delle licenze.

  • Se si abilita il lavoro di aggiornamento delle licenze di Office 365 prima di aver verificato che le relative policy siano state configurate correttamente, le assegnazioni potrebbero risultare errate al termine del lavoro di aggiornamento.

Creazione e implementazione della policy per le home directory

Quando si gestisce un numero elevato di account utente, la creazione e la gestione delle relative home directory e condivisioni principali possono richiedere molto tempo e comportare errori di sicurezza. Inoltre, ogni volta che si crea, si rinomina o si elimina un utente, potrebbero essere necessarie attività aggiuntive di manutenzione. Le policy delle home directory facilitano la gestione della manutenzione di home directory e condivisioni principali.

Con DRA è possibile automatizzare la creazione e la manutenzione delle home directory degli utenti. Ad esempio, è possibile configurare facilmente DRA in modo che il server di amministrazione crei una home directory quando si crea un account utente. In questo caso, se si specifica il percorso di una home directory quando si crea l'account utente, il server crea automaticamente la home directory in base al percorso specificato. Se non si specifica un percorso, il server non crea la home directory.

DRA supporta i percorsi DFS (Distributed File System) per la creazione delle home directory degli utenti o per la configurazione di policy delle home directory per gli utenti in percorsi superiori consentiti. È possibile creare, rinominare ed eliminare le home directory in Netapp Filer e in partizioni e percorsi DFS.

Configurazione delle policy per le home directory

Per configurare le policy di home directory, condivisioni principali e quote disco dei volumi, è necessario disporre dei poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione). Ciascuna policy gestisce automaticamente home directory, condivisioni principali e quote disco dei volumi in base a come vengono gestiti gli account utente associati.

Per configurare le policy delle home directory, passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Configure Home Directory Policies (Configura policy home directory) >

  • Home directory

  • Home share (Condivisione principale)

  • Home Volume Disk Quota (Quota disco volume home)

Requisiti del server di amministrazione

Per ogni computer in cui si desidera creare una condivisione principale, l'account del servizio del server di amministrazione o l'account di accesso deve essere un amministratore di tale computer o un membro del gruppo di amministratori nel dominio corrispondente.

In ciascuna unità in cui DRA gestisce e memorizza le home directory deve esistere una condivisione amministrativa, ad esempio C$ o D$. In DRA le condivisioni amministrative vengono utilizzate per eseguire alcuni task di automazione delle home directory e delle condivisioni principali. Se tali condivisioni non esistono, non è possibile fornire l'automazione delle home directory e delle condivisioni principali.

Configurazione dei percorsi consentiti delle home directory per NetApp Filer

Per configurare i percorsi superiori consentiti per NetApp Filer:

  1. Passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Configure Home Directory Policies (Configura policy home directory).

  2. Nella casella di testo Allowable parent paths (Percorsi superiori consentiti), immettere uno dei percorsi consentiti riportati nella tabella seguente:

    Tipo di condivisione

    Percorso consentito

    Windows

    (\\NomeFile\condivisioneamministrativa:\percorsoradicevolumeh\percorsodirectory)

    Non Windows

    (\\non windows\condivisione)

  3. Fare clic su Aggiungi.

  4. Ripetere i passaggi da 1 a 3 per ciascun percorso superiore consentito ogni volta che si desidera applicare le policy delle home directory.

Caratteristiche della policy per le home directory

Per garantire la coerenza con le policy di sicurezza appropriate di Microsoft Windows, in DRA è possibile creare restrizioni di controllo dell'accesso solo a livello di directory. L'utilizzo di restrizioni di controllo dell'accesso a livello di nome della condivisione e di file o di oggetto Directory spesso rende confuso lo schema di accesso sia per gli amministratori che per gli utenti.

Quando si modifica una restrizione di controllo dell'accesso per una condivisione principale, la sicurezza esistente per tale directory non viene modificata. In questo caso, è necessario verificare che gli account utente dispongano dell'accesso appropriato alle loro home directory.

Automazione e regole per le home directory

Con DRA è possibile automatizzare i task di manutenzione delle home directory tramite la gestione delle home directory quando un account utente viene modificato. In DRA è possibile eseguire varie azioni quando si crea, si clona, si modifica, si rinomina o si elimina un account utente.

Per implementare correttamente le policy delle home directory, valutare le linee guida seguenti:

  • Verificare che il percorso sia specificato nel formato corretto.

    • Per specificare un percorso per una sola home directory, utilizzare uno dei modelli riportati nella tabella seguente:

      Tipo di condivisione

      Modello di percorso

      Windows

      \\computer\condivisione\.

      Ad esempio, se si desidera che DRA crei automaticamente una home directory nella cartella Home Share nel computer server01, digitare \\server01\Home Share\.

      Non Windows

      \\non windows\condivisione

    • Per standardizzare l'amministrazione delle home directory nella directory radice della condivisione principale corrispondente, utilizzare la sintassi UNC (Universal Naming Convention), ad esempio \\nome server\C:\percorso directory radice.

    • Per specificare un percorso per home directory nidificate, utilizzare uno dei modelli riportati nella tabella seguente:

      Tipo di condivisione

      Modello di percorso

      Windows

      \\computer\condivisione\prima directory\seconda directory\

      Ad esempio, se si desidera che DRA crei automaticamente una home directory in JSmith\Home directory all'interno della cartella della condivisione principale nel computer server01, digitare \\server01\Home Share\JSmith\Home.

      Non Windows

      \\non windows\condivisione\prima directory\seconda directory\

      NOTA:DRA supporta anche i formati seguenti: \\computer\condivisione\nomeutente e \\computer\condivisione\%nomeutente%. In tutti i casi, DRA crea automaticamente una home directory per l'account utente associato.

  • Quando si definisce una policy o un trigger di automazione per gestire le home directory in NetApp Filer, è necessario utilizzare un formato diverso per specificare la directory.

    • Se si utilizza NetApp Filer, specificare la directory superiore nel formato seguente: \\NomeFiler\condivisioneamministrativa:\percorsovolumeradiceh\percorsodirectory.

    • La variabile della condivisione amministrativa è la condivisione nascosta che consente la mappatura con il volume radice in NetApp Filer, ad esempio c$. Ad esempio, se il percorso locale della condivisione in NetApp Filer, denominato usfiler, è c$\vol\vol0\mydirectory, è possibile specificare un percorso radice del tipo \\usfiler\c:\vol\vol0\mydirectory per NetApp Filer.

  • Per specificare un percorso DFS durante la creazione delle home directory degli utenti o per configurare le policy delle home directory per gli utenti, utilizzare \\server\radice\<collegamento> formato, dove la radice può essere il dominio gestito o una directory radice autonoma nel formato seguente: \\NomeFiler\condivisioneamministrativa:\percorsoradicevolume\percorsodirectory.

  • Creare una directory condivisa per memorizzare la home directory dell'account utente.

  • Assicurarsi che DRA possa accedere al computer o alla condivisione indicata nel percorso.

Creazione della home directory quando si crea un account utente

Questa regola consente a DRA di creare automaticamente le home directory per i nuovi account utente. Quando viene creata una home directory, il server di amministrazione utilizza il percorso specificato nei campi Home directory della procedura guidata Crea utente. È possibile modificare successivamente questo percorso mediante la scheda Profilo della finestra delle proprietà utente e la home directory verrà spostata nella nuova ubicazione. Se non si specifica alcun valore in questi campi, non viene creata alcuna home directory per l'account utente.

In DRA è possibile impostare il livello di sicurezza per la nuova directory in base alle opzioni selezionate per le autorizzazioni delle home directory. Tali opzioni consentono di controllare l'accesso generale di tutte le home directory.

Ad esempio, è possibile specificare che i membri del gruppo di amministratori hanno il controllo completo mentre i membri del gruppo dell'help desk hanno accesso in lettura alla condivisione in cui vengono create le home directory degli utenti. Perciò, quando DRA crea una home directory utente, la nuova home directory può ereditare i diritti dalla directory superiore. Di conseguenza, i membri del gruppo di amministratori hanno il controllo completo su tutte le home directory degli utenti e i membri del gruppo dell'help desk hanno accesso in lettura a tutte le home directory degli utenti.

Se la home directory specificata esiste già, DRA non crea la home directory e non modifica le autorizzazioni di directory esistenti.

Ridenominazione della home directory quando si rinomina l'account utente

Questa regola consente l'esecuzione automatica delle azioni seguenti:

  • Creare una home directory quando si specifica un nuovo percorso per la home directory

  • Spostare il contenuto della home directory quando si modifica il percorso della home directory

  • Rinominare una home directory quando si rinomina l'account utente

Quando si rinomina un account utente, la home directory esistente viene rinominata in base al nuovo nome dell'account. Se la home directory esistente è in uso, viene creata una nuova home directory con il nuovo nome e la home directory esistente non viene modificata.

È possibile rinominare la home directory se il nome e l'ubicazione di quella precedente e di quella nuova sono gli stessi. Tuttavia, se la ridenominazione della directory ha esito negativo, DRA crea una nuova home directory, sposta il contenuto della home directory precedente in quella nuova ed elimina la home directory esistente.

Quando si modifica il percorso della home directory, DRA tenta di creare la home directory specificata e di spostare il contenuto della home directory precedente nella nuova ubicazione. È inoltre possibile configurare la policy delle home directory per creare una home directory senza spostare il contenuto dalla home directory esistente. Vengono anche applicati gli ACL assegnati dalla directory precedente alla nuova directory. Se la home directory specificata esiste già, DRA non crea una nuova directory e non modifica le autorizzazioni della directory esistente. Se la home directory precedente non è bloccata, viene eliminata.

Quando la ridenominazione della home directory ha esito negativo, DRA tenta di creare una nuova home directory con un nuovo nome e di copiare il contenuto dalla home directory precedente nella nuova home directory. DRA tenta quindi di eliminare la home directory precedente. È possibile configurare DRA affinché non copi il contenuto dalla home directory precedente a quella nuova, per spostare manualmente il contenuto dalla home directory precedente a quella nuova evitando problemi come la copia di file aperti.

Per eliminare la home directory precedente, DRA deve disporre dell'autorizzazione esplicita a eliminare i file e le sottodirectory di sola lettura dalla home directory precedente. È possibile fornire a DRA l'autorizzazione esplicita a eliminare i file e le sottodirectory di sola lettura dalla home directory precedente.

Directory o percorso superiore consentito per una condivisione principale

In DRA è possibile specificare le directory o i percorsi superiori consentiti per le condivisioni principali nei file server. Se è necessario specificare numerosi percorsi di directory o file server, è possibile esportarli in un file CSV e aggiungerli dal file CSV in DRA tramite la console di DRA. Le informazioni immesse nel campo Allowable parent paths (Percorsi superiori consentiti) vengono utilizzate in DRA per garantire che:

  • Quando gli amministratori aggiunti eliminano un account utente e la home directory dell'account utente, la directory superiore non venga eliminata dal file server.

  • Quando si rinomina un account utente o si modifica il percorso della home directory per un account utente, la home directory venga spostata in una directory o un percorso superiore valido nel file server.

Eliminazione della home directory quando si elimina l'account utente

Questa regola consente a DRA di eliminare automaticamente una home directory quando si elimina l'account utente associato. Se si abilita il Cestino, la home directory non viene eliminata fino a quando l'account utente non viene eliminato dal Cestino. Per eliminare la home directory, DRA deve disporre dell'autorizzazione esplicita a eliminare i file e le sottodirectory di sola lettura dalla home directory precedente. È possibile fornire a DRA l'autorizzazione esplicita a eliminare i file e le sottodirectory di sola lettura dalla home directory precedente.

Automazione e regole delle condivisioni principali

Con DRA è possibile automatizzare i task di manutenzione mediante la gestione delle condivisioni principali quando si modifica un account utente o si gestiscono le home directory. In DRA è possibile eseguire varie azioni quando si crea, si clona, si modifica, si rinomina o si elimina un account utente.

Per garantire la coerenza con le policy di sicurezza appropriate di Microsoft Windows, DRA non crea restrizioni di controllo dell'accesso a livello di nome della condivisione. Crea invece restrizioni di controllo dell'accesso solo a livello di directory. L'utilizzo di restrizioni di controllo dell'accesso a livello di nome della condivisione e di file o di oggetto Directory spesso rende confuso lo schema di accesso sia per gli amministratori che per gli utenti.

NOTA:nell'ubicazione specificata deve essere presente una condivisione principale comune, ad esempio HOMEDIRS, un livello sopra le home directory.

Ad esempio, il percorso seguente è valido: \\HOUSERV1\HOMEDIRS\%nomeutente%

Il percorso seguente, invece, non è valido: \\HOUSERV1\%nomeutente%

Definizione dei nomi delle condivisioni principali

Quando si definiscono le regole di automazione delle condivisioni principali, è possibile specificare un prefisso e un suffisso per ogni condivisione principale creata automaticamente. Se si specifica un prefisso o un suffisso, è possibile applicare una convenzione di denominazione per le condivisioni principali.

Si supponga, ad esempio, di abilitare le regole di automazione per la creazione di home directory e condivisioni principali. Per la condivisione principale, si specifica come prefisso un carattere di sottolineatura e come suffisso un segno di dollaro. Quando si crea un utente denominato TomS, la sua nuova directory viene mappata nell'unità U e si specifica \\HOUSERV1\HOMEDIRS\%nomeutente% come percorso di directory. In questo esempio, DRA crea una condivisione di rete denominata _TomS$ che punta a \\HOUSERV1\HOMEDIRS\TomS directory.

Creazione di condivisioni principali per i nuovi account utente

Quando viene creata una condivisione principale, il server di amministrazione utilizza il percorso specificato nei campi Home directory della procedura guidata Crea utente. È possibile modificare successivamente questo percorso mediante la scheda Profilo della finestra delle proprietà utente.

In DRA il nome della condivisione viene creato aggiungendo al nome utente il prefisso e suffisso eventualmente specificati. Se si utilizzano nomi di account utente lunghi, DRA potrebbe non essere in grado di aggiungere il prefisso e il suffisso specificati per la condivisione principale. Il prefisso e il suffisso, come anche il numero di connessioni consentite, si basano sulle opzioni di creazione della condivisione principale che vengono selezionate.

Creazione di condivisioni principali per gli account utente clonati

Se il nome della condivisione principale generato dal nome dell'account utente appena creato esiste già, DRA elimina la condivisione esistente e ne crea una nuova nella home directory specificata.

Per clonare un account utente, il nome della condivisione dell'account utente deve esistere. Quando si clona un account utente, vengono clonate anche le informazioni della home directory per poi personalizzarle per il nuovo utente.

Modifica delle proprietà delle condivisioni principali

Quando si modifica l'ubicazione della home directory, DRA elimina la condivisione esistente e ne crea una nuova nella nuova home directory. Se la home directory originale è vuota, viene eliminata.

Ridenominazione delle condivisioni principali per gli account utenti rinominati

Quando si rinomina un account utente, DRA elimina la condivisione principale esistente e ne crea una nuova in base al nuovo nome dell'account. La nuova condivisione punta alla home directory esistente.

Eliminazione di condivisioni principali per account utente eliminati

Quando si elimina definitivamente un account utente, DRA elimina la condivisione principale.

Regole di gestione delle quote disco per il volume home

In DRA è possibile gestire le quote disco per i volumi home. È possibile implementare questa policy nei domini nativi in cui risiede la home directory in un computer Microsoft Windows. Per implementare la policy, è necessario specificare una quota disco di almeno 25 MB, affinché vi sia ampio spazio disponibile.

Abilitazione della funzione di generazione password

Questa funzione consente di specificare le impostazioni delle policy per le password generate da DRA. DRA non applica le impostazioni alle password create dagli utenti. Quando si configurano le proprietà delle policy delle password la lunghezza della password deve essere di almeno 6 e di non più di 127 caratteri. È possibile impostare su zero tutti i valori, eccetto la lunghezza della password.

Per configurare le policy di generazione password, passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Configure Password Generation Policies (Configura policy di generazione password) e selezionare la casella di controllo Enable Password Policy (Abilita policy password). Fare clic su Password Settings (Impostazioni password) e configurare le proprietà delle policy delle password.

Task delle policy

Per eliminare, abilitare o disabilitare le policy, è necessario disporre dei poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione).

Per eseguire una di queste azioni, passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Policy. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla policy che si desidera eliminare, abilitare o disabilitare nel riquadro a destra e selezionare l'azione desiderata.

Implementazione di policy integrate

Per implementare le policy integrate, è necessario disporre dei poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione). Per ulteriori informazioni sulle policy integrate, vedere Caratteristiche delle policy integrate.

NOTA:prima di associare la policy integrata a un AA e a una vista ActiveView, assicurarsi che l'AA sia assegnato a tale vista ActiveView.

Per implementare le policy integrate:

  1. Passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Policy.

  2. Nel menu Task, fare clic su New Policy (Nuova policy) e selezionare il tipo di policy integrata che si desidera creare.

  3. Specificare i valori appropriati in ciascuna delle finestre della procedura guidata e fare clic su Next (Avanti). Ad esempio, è possibile associare la nuova policy a una vista ActiveView specifica, consentendo così a DRA di applicarla agli oggetti inclusi in tale vista ActiveView.

  4. Verificare il riepilogo e fare clic su Finish (Fine).

Implementazione di policy personalizzate

Per implementare una policy personalizzata, è necessario disporre dei poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione).

Per implementare correttamente una policy personalizzata, è necessario scrivere uno script che viene eseguito durante un'operazione specifica (task amministrativo). Nello script della policy personalizzata è possibile definire i messaggi di errore da visualizzare ogni volta che un'azione viola la policy. È inoltre possibile specificare un messaggio di errore di default mediante la procedura guidata Create Policy (Crea policy).

Per ulteriori informazioni sulla creazione di policy personalizzate, la visualizzazione di un elenco di operazioni di amministrazione o l'utilizzo di matrici di argomenti, vedere l'SDK. Per ulteriori informazioni, vedere Creazione di script o eseguibili delle policy personalizzate.

NOTA:

  • Prima di associare la policy personalizzata a un AA e a una vista ActiveView, assicurarsi che l'AA sia assegnato a tale vista ActiveView.

  • Se il percorso dello script o dell'eseguibile della policy personalizzata contiene spazi, racchiudere il percorso tra virgolette (").

Per implementare una policy personalizzata:

  1. Scrivere uno script o un eseguibile della policy.

  2. Eseguire il login a un computer client DRA con un account a cui è assegnato il ruolo Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione) nel dominio gestito.

  3. Avviare la console di delega e configurazione.

  4. Eseguire la connessione al server di amministrazione primario.

  5. Nel riquadro a sinistra, espandere Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione).

  6. Fare clic su Policy.

  7. Nel menu Task, fare clic su New Policy > Create a Custom Policy (Nuova policy > Crea policy personalizzata).

  8. Specificare i valori appropriati in ciascuna delle finestre della procedura guidata e fare clic su Next (Avanti). Ad esempio, è possibile associare la nuova policy a una vista ActiveView specifica, consentendo così a DRA di applicarla agli oggetti inclusi in tale vista ActiveView.

  9. Verificare il riepilogo e fare clic su Finish (Fine).

Modifica delle proprietà delle policy

Per modificare tutte le proprietà di una policy, è necessario disporre dei poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione).

Per modificare le proprietà delle policy:

  1. Passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Policy.

  2. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla policy da modificare e selezionare Properties (Proprietà).

  3. Modificare le proprietà e le impostazioni desiderate della policy.

Creazione di script o eseguibili delle policy personalizzate

Per ulteriori informazioni sulla creazione di script o eseguibili delle policy personalizzate, vedere l'SDK.

Per accedere all'SDK:

  1. Verificare di aver installato l'SDK nel computer in uso. Il programma di installazione crea una scorciatoia per l'SDK nel gruppo di programmi Directory and Resource Administrator. Per ulteriori informazioni, vedere l'elenco di controllo di installazione in Installazione del server di amministrazione DRA.

  2. Fare clic sulla scorciatoia dell'SDK nel gruppo di programmi Directory and Resource Administrator.

Per ulteriori informazioni sull'SDK, vedere la DRA REST Services Guide (Guida ai servizi REST di DRA) sul sito della documentazione di DRA.

5.1.6 Policy del client di delega e configurazione

La policy di denominazione automatica include tre configurazioni per le policy di Exchange che sono opzioni esclusive del client di delega e configurazione, a indicare che si tratta di una policy lato client.

Tale policy consente di specificare regole di denominazione automatiche per proprietà specifiche di una casella postale. Le opzioni permettono di stabilire convenzioni di denominazione e generare rapidamente valori standard per il nome visualizzato, il nome della directory e le proprietà dell'alias. Exchange consente di specificare stringhe di sostituzione, come ad esempio %First e %Last, per svariate opzioni di denominazione automatica.

Quando Exchange genera il nome di una directory o l'alias, verifica che il valore generato sia univoco. Se il valore generato non è univoco, viene aggiunto un segno meno (-) e un numero a due cifre, a partire da -01, per rendere univoco il valore. Quando Exchange genera un nome di visualizzazione, non verifica se il valore è univoco.

Per le policy di denominazione automatica e di generazione proxy, Exchange supporta le stringhe di sostituzione seguenti:

%First

Indica il valore della proprietà Nome per l'account utente associato.

%Last

Indica il valore della proprietà Cognome per l'account utente associato.

%Initials

Indica il valore della proprietà Iniziali per l'account utente associato.

%Alias

Indica il valore della proprietà Alias della casella postale.

%DirNam

Indica il valore della proprietà Nome directory della casella postale. Quando si generano indirizzi e-mail per le caselle postali di Microsoft Exchange, non sono supportate le stringhe di generazione proxy che specificano la variabile %DirName.

%UserName

Indica il valore della proprietà Nome utente per l'account utente associato.

È inoltre possibile specificare un numero racchiuso tra il segno di percentuale (%) e il nome della stringa di sostituzione, per indicare il numero di caratteri da includere da tale valore. Ad esempio, %2First indica i primi due caratteri dalla proprietà Nome dell'account utente.

Ogni regola di denominazione automatica o policy di generazione proxy può contenere una o più stringhe di sostituzione. In ciascuna regola è inoltre possibile specificare i caratteri di prefisso o suffisso per una stringa di sostituzione specifica, ad esempio un punto e uno spazio (.) dopo la stringa di sostituzione %Initials. Se la proprietà della stringa di sostituzione è vuota, Exchange non include il suffisso per tale proprietà.

Si consideri, ad esempio, la regola di denominazione automatica seguente per la proprietà Nome visualizzato:

%First %1Initials. %Last

Se la proprietà Nome è Roberta, la proprietà Iniziali è Maria e la proprietà Cognome è Bianchi, Exchange imposta la proprietà Nome visualizzato su Roberta M. Bianchi.

Se la proprietà Nome è Michele, la proprietà Iniziali è vuota e la proprietà Cognome è Gamberini, Exchange imposta la proprietà Nome visualizzato su Michele Gamberini.

Definizione di una policy di denominazione automatica per le caselle postali

Per specificare le opzioni di denominazione automatica delle caselle postali, è necessario disporre di poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione), e la licenza deve includere il supporto per Exchange.

Per specificare una policy di denominazione automatica per le caselle postali:

  1. Passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Configure Exchange Policies (Configura policy di Exchange) > Alias naming (Denominazione alias).

  2. Specificare le informazioni appropriate per generare i nomi.

  3. Selezionare Enforce alias naming rules during mailbox updates (Applica regole di denominazione alias durante gli aggiornamenti delle caselle postali).

  4. Fare clic su OK.

Definizione di una policy di denominazione delle risorse

Per specificare le opzioni di denominazione delle risorse, è necessario disporre di poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione), e la licenza deve includere il supporto per Exchange.

Per specificare una policy di denominazione delle risorse:

  1. Passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Configure Exchange Policies (Configura policy di Exchange) > Resource naming (Denominazione risorse).

  2. Specificare le informazioni appropriate per generare i nomi delle risorse.

  3. Selezionare Enforce resource naming rules during mailbox updates (Applica regole di denominazione risorse durante gli aggiornamenti delle caselle postali).

  4. Fare clic su OK.

Definizione di una policy di denominazione degli archivi

Per specificare le opzioni di denominazione degli archivi, è necessario disporre di poteri appropriati, ad esempio quelli inclusi nel ruolo integrato Manage Policies and Automation Triggers (Gestisci policy e trigger di automazione), e la licenza deve includere il supporto per Exchange.

Per specificare una policy di denominazione degli archivi:

  1. Passare a Policy and Automation Management (Gestione policy e automazione) > Configure Exchange Policies (Configura policy di Exchange) > Archive naming (Denominazione archivi).

  2. Specificare le informazioni appropriate per generare i nomi degli archivi per gli account utente.

  3. Selezionare Enforce archive naming rules during mailbox updates (Applica regole di denominazione archivi durante gli aggiornamenti delle caselle postali).

  4. Fare clic su OK.