In un cluster ad alta disponibilità, i servizi critici vengono costantemente monitorati e riavviati automaticamente in altri nodi in caso di errore. Questo tipo di automazione può, però, creare dei problemi, in caso di difficoltà di comunicazione con il nodo primario; nonostante il servizio eseguito nel nodo appaia in stato di errore, in effetti continua a funzionare e a scrivere i dati nella memorizzazione condivisa. In questo caso l'avvio di un nuovo set di servizi in un nodo di backup potrebbe con tutta probabilità danneggiare i dati.
Per evitare che si verifichi questa situazione, i cluster utilizzano numerose tecniche, generalmente definite fencing, fra le quali Split Brain Detection (SBD) e Shoot The Other Node In The Head (STONITH). L'obiettivo principale è quello di evitare il danneggiamento dei dati nella memorizzazione condivisa.